Già nel VII secolo a.C., grazie agli Etruschi, il vino nel Veneto era una realtà di valore. E in epoca romana la buona abitudine di coltivare le viti e trattarne con sapienza il prezioso frutto si consolidò e affermò; il Retico, sebbene di paternità discussa, è un degno figlio dell’epoca.
Tutto il Veneto, attualmente, è regione a forte valenza vitivinicola, talvolta più orientata alla quantità, ma comunque sempre di degna qualità.
Per Veronelli, che di vini se ne intende, il trevigiano ed il veronese sono i due punti ‘caldi’ della regione, dove nascono i campioni; come il Valpolicella, il Recioto, il Bardolino, e il il Soave (sul versante di Giulietta), ed il Prosecco, che impera nei colli trevigiani di Conegliano e Valdobbiadene.