L’Umbria attuale comprende le province di
Perugia (capoluogo) e
Terni; è una regione di quasi 8500 Kmq, con circa 800.000 abitanti, particolarmente verde e senza sbocchi sul mare.
Nell’antichità fu abitata dagli
Etruschi e dagli
Umbri. Agli inizi del III secolo a.C. (battaglia del
Sentino, 295 a.C:) fu
Roma a prendere il predominio sul territorio e ad avere ragione dei due popoli, la cui civiltà ben presto scomparve. Da quel momento in poi l’Umbria rimase nell’orbita di Roma.
Come nel resto della Penisola, il progressivo decadere dell’Impero romano d’occidente fu accompagnato e – in parte – causato dalle
invasioni barbariche – che dal V secolo d.C. si susseguirono ininterrottamente provocando distruzione e smembramento; tra i popoli invasori si ricordano i
Visigoti, gli
Eruli, gli
Unni e i
Vandali; diversa fu la calata degli
Ostrogoti (tra il 493 e il 526), e dei
Longobardi (discesi in Italia nel 568), che in maniera e misura diversa seppero costituire dei regni di maggiore stabilità. Furono soprattutto i
Longobardi che, dopo la breve parentesi di dominio
Bizantino, seppero creare strutture politiche, economiche e culturali più solide; in Umbria prese forza in questo periodo il ducato di
Spoleto.
I grandi e importanti centri umbri si svilupparono in età comunale e fu
Perugia a prendere il sopravvento, che mantenne anche durante l’epoca delle signorie, fino alla presa di potere, alla metà del XVI secolo, da parte dello
Stato Pontificio; da quel momento in poi le sorti della regione seguirono quelle dello
Stato della Chiesa (tranne nella breve esperienza napoleonica).
Durante il
Risorgimento Italiano l’Umbria partecipò prima ai moti insurrezionali degli anni 1830-31, e poi a quelli del 1848. Nel 1859 i moti di
Perugia furono brutalmente repressi ma l’anno seguente la Regione, attraverso un plebiscito, fu annessa al nascente
Regno d’Italia, sotto la corona di
Vittorio Emanuele II.