L’Emilia Romagna si compone delle province di
Piacenza,
Parma,
Reggio Emilia,
ModenaFerrara,
Bologna (capoluogo),
Forlì-Cesena,
Ravenna e
Rimini. Al suo interno è presente la
Repubblica di San Marino
Fu proprio in Emilia, originariamente presso un villaggio situato vicino all’odierna
Bologna, che si sviluppò, alla fine del II millennio a.C., la civiltà
villanoviana, una delle più antiche sul territorio italiano; successivamente, nel IV sec. a. C. vi si stabilirono
Etruschi e
Galli Boi.
Durante l’epoca romana la Regione, percorsa longitudinalmente dall’omonima
Via Emilia, rappresentò una delle province d’Italia e addirittura, nel IV secolo d.C.,
Ravenna divenne capitale dell'Impero d'Occidente (402).
I Longobardi, che invasero l’Italia dal 568 d.C., occuparono a lungo l’Emilia, che successivamente dovettero dividere con i
Bizantini ed i
Franchi; da questo momento in poi
Bologna e la
Romagna entrarono nell’orbita dello
Stato Pontificio.
I vescovi-conti, nel X secolo, vi esercitarono quasi completamente il controllo; poi si affermarono i comuni e le signorie, come quelle dei
Visconti a
Parma e
Piacenza, e degli
Estensi a
Modena,
Reggio Emilia e
Ferrara. A Bologna si sviluppò la prestigiosa università degli studi giuridici che contraddistingue tuttora la città felsinea.
Nel 1521 Parma e Piacenza divennero ducato sotto l’egida dei
Farnese, per volontà del Papa
Paolo III e, all’estinzione delle famiglie
D’Este e
Farnese, passarono sotto i
Borboni di Spagna, mentre
Modena e
Reggio Emilia vennero controllate dalla dinastia d'
Austria-Este.
Durante la
seconda guerra d’indipendenza italiana, nel 1859, l’Emilia – riunificata da
Luigi Carlo Farini - votò la sua annessione al
Regno di Sardegna, impegnato nell’opera di riunificazione dell’Italia. Divenne così, dal 1860, parte del nascente
Regno d’Italia sotto
Vittorio Emanuele II.